TRE BICCHIERI AL PIA’ DE LA TESA: ANCORA UNA CONFERMA

Una vigna in alta collina, accanto a una cava di marmo. Un terreno impervio, con pendenze importanti che rendono ardua la meccanizzazione. Una piccola DOC, quasi sconosciuta a livello nazionale, spesso oscurata da altre denominazioni altisonanti della provincia bresciana. Una famiglia che da più di cinquant’anni resta fedele a questo territorio, senza pari per la ricchezza di minerali nel sottosuolo, l’ottima esposizione e le straordinarie caratteristiche climatiche dovute all’altitudine. Questi gli elementi imprescindibili della cantina Noventa, che per la quinta volta vede uno dei propri vini insignito di un riconoscimento di enorme valore a livello nazionale, quello dei tre bicchieri Gambero Rosso.

Anche quest’anno il vino prescelto è il Pià de la Tesa, vino rosso di struttura ma elegante, con sentori balsamici e floreali arricchiti da toni speziati, che chiude con un finale lungo e sapido. E’ un vino che nasce dalla ricerca continua della valorizzazione di questa terra, percorso lungo che si svolge durante un anno solare di cura del vigneto in ogni singola pianta e prosegue poi per altri tre anni in cantina. La viticoltura è quasi esclusivamente manuale, a cominciare da un’attenta potatura invernale e passando per tutte le pratiche primaverili che vanno dalla scelta del germoglio alla cimatura, fino al diradamento dei grappoli estivo prima della vendemmia autunnale.

Dopo la raccolta la palla passa alla cantina, dove il fil rouge che attraversa tutta la vinificazione si esplica nel rispetto del frutto portato in botte, che viene trattato con delicatezza fin dalla diraspatura dopo la vendemmia, con una scelta di manipolazioni e macchinari sempre più attenta a preservare quanto offerto della natura per far apprezzare il vero frutto di queste colline, esaltandone le caratteristiche di eleganza e sapidità che già lo contraddistinguono.

Da diversi anni la cantina contrappone la ricerca dell’innovazione, che passa attraverso l’apporto di nuove tecnologie da accostare al lavoro del cantiniere, con la riscoperta delle antiche pratiche di cantina della tradizione bresciana e botticinese. Questo approccio ha permesso, a titolo di esempio, di riportare in auge le vecchie vasche di cemento di proprietà della famiglia che sono state ristrutturate ed utilizzate, tra l’altro, per la fermentazione del Pià de la Tesa. La vinificazione procede poi in botti di rovere di media grandezza, dove il vino riposa per 24 mesi prima di essere imbottigliato. Trascorsi ulteriori 12 mesi, la bottiglia può essere finalmente posta in vendita.

E’ a questo punto che si introduce un altro aspetto interessante dell’azienda: l’accoglienza. L’enoturismo qui non è semplicemente una visita con degustazione, ma una vera e propria avventura che ci fa viaggiare non nello spazio, ma nel tempo. L’esperienza “storica” offerta dalla cantina non si limita a far degustare i vini e ad esporre le caratteristiche della terra da cui provengono, ma trasporta l’avventore fino al XVI secolo, quando la viticoltura a Botticino era già presente ed apprezzata in tutta la provincia. Le degustazioni si svolgono in una cascina del 1573 immersa in un vigneto in alta collina e, tra stoviglie d’epoca e abiti medievali, promettono un vero tuffo nel passato contadino locale.